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Non rimprovero più: La prima parte

Non rimprovero più: La prima parte

453 words 3 min read 289 reads Jun 28, 2026
Quella notte ero seduta davanti allo specchio.
Non mi stavo truccando per nessuno.
Stavo guardando solo me stessa.

Chiesi alla mia immagine:
"Non sono più bella? O è lui che non mi vede più?"

Posai la mano su...

Non era il fatto che fosse cambiato a farmi più male...
ma il fatto che stessi iniziando ad abituarmi alla sua assenza mentre era seduto davanti a me.

Ero sua moglie.
Quella donna che aspettava la sua voce prima dei suoi passi, che conservava l'odore della sua camicia prima che se la togliesse, e capiva dal tintinnio delle chiavi alla porta se era stanco, nostalgico o arrabbiato.

Ma col tempo... entrava in casa come se entrasse in un hotel.
Chiedeva del cibo, del bucato, dei bambini, di qualsiasi cosa... tranne che di me.

Mi mettevo il più bello che avevo, non solo per sedurlo, ma per dirgli in silenzio:
"Sono qui... sono ancora tua moglie."

Lui però mi passava accanto come un uomo che passa davanti a un vecchio muro a cui si è abituato.

All'inizio piangevo.
Poi rimproveravo.
Poi mi arrabbiavo.
Poi arrivai alla fase che spaventa qualsiasi uomo se la capisse...

Il silenzio.

Quando una donna tace non sta bene.
Ha detto tutto dentro di sé e non ha trovato nessuno che ascoltasse.

Quella notte ero seduta davanti allo specchio.
Non mi stavo truccando per nessuno.
Stavo guardando solo me stessa.

Chiesi alla mia immagine:
"Non sono più bella? O è lui che non mi vede più?"

Posai la mano sui capelli, poi sorrisi un piccolo sorriso doloroso.
Sapevo di non essermi spenta... solo che non c'era più nessuno che mi accendesse.

All'improvviso il telefono si illuminò con un messaggio da un numero vecchio che non mi aspettavo più.

Il messaggio era brevissimo:

"Una donna come te non dovrebbe essere così triste."

La mano mi si gelò.
Lessi la frase una volta... poi due... poi sentii qualcosa che non provavo da anni.

Non tradimento.
Non amore.
Ma una sensazione pericolosa chiamata:
che c'è ancora un uomo che mi nota.

Chiuse il telefono in fretta quando mio marito entrò nella stanza.

Mi guardò senza interesse e disse:
"Sei ancora sveglia?"

Risposi con calma:
"Sì."

Non mi chiese perché.
Non mi chiese con chi stavo parlando.
Non notò nemmeno il mio imbarazzo.

E lì capii la verità che mi spezzò più del messaggio stesso:

Non aveva paura di perdermi...
perché credeva che sarei rimasta per sempre.

Ma quella notte...
fu la prima notte in cui sentii che dentro di me una donna stava iniziando a risvegliarsi.

E non sapevo se fosse un salvataggio...
o l'inizio della caduta.

Il silenzio di una moglie è più pericoloso della sua rabbia?
E il messaggio che l'ha riportata in vita era l'inizio di un tradimento... o il grido di una donna che non ha trovato nessuno che l'ascoltasse?

Scrivi la tua opinione...
e continua con la seconda parte 👇
"Il secondo messaggio che non è riuscita a cancellare."

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